Varicocele


DEFINIZIONE EPIDEMIOLOGIA ED EZIOLOGIA

Il varicocele è una patologia caratterizzata dalla presenza di ectasia venosa dei vasi dello scroto e del plesso pampiniforme, ossia dell’insieme di vene che drenano il sangue proveniente dal testicolo, passando attraverso il canale inguinale e gettandosi nella vena spermatica, che a sua volta affluisce nella vena cava a destra e direttamente nella vena renale a sinistra. Quest’ultimo dettaglio anatomico è importante, infatti poiché la vena spermatica sinistra affluisce alla vena renale formando un angolo di 90 gradi, il varicocele si riscontra più frequentemente proprio in questo lato rispetto al controlaterale.
E’ una malattia piuttosto frequente, infatti colpisce il 15-20% della popolazione maschile e tale percentuale sale al 30-40% negli uomini affetti da infertilità, infatti la persistenza di sangue venoso crea un’alterazione termica, metabolica e strutturale del testicolo con conseguente alterazione delle condizioni ideali per la crescita e la maturazione degli spermatozoi.


DIAGNOSI

La diagnosi si basa sulla descrizione dei sintomi da parte del paziente, sull’esame obiettivo e sulla diagnostica laboratoristica-strumentale. I disturbi maggiormente riferiti sono il dolore ed il senso di pesantezza del testicolo. Dal punto di vista clinico i segni più frequenti sono la presenza visibile di ectasia dei vasi venosi dello scroto con macchie bluastre a livello dello scroto stesso, che palpatoriamente hanno una consistenza simile ad una corona di rosario. In alcuni casi, nelle forme più avanzate il testicolo appare anche più piccolo rispetto al controlaterale.
L’esame laboratoristico per eccellenza, sempre da eseguire nel sospetto di tale patologia, è lo spermiogramma che permette di valutare la quantità, la morfologia e la motilità degli spermatozoi.
Infine è importante anche l’esecuzione dell’eco color-power-doppler dello scroto e dei plessi pampiniformi che permette di confermare la diagnosi clinica e laboratoristica e di classificare il varicocele dal I grado (semplice ectasia senza reflusso venoso dei vasi spermatici) al V grado (presenza di reflusso venoso spontaneo senza manovre provocative quali quella di Valsalva), secondo la classificazione di Sarteschi.


TERAPIA

L’indicazione al trattamento del varicocele è la presenza di dolore e/o infertilità o la preservazione di quest’ultima in soggetti giovani anche se asintomatici.
Il trattamento può essere di tipo mininvasivo percutaneo(scleroembolizzazione della vena spermatica), sotto guida fluoroscopica, in genere eseguito dai radiologi interventisti, indicato nelle forme lievi (fino a varicocele di III grado mai trattato precedentemente), o di tipo chirurgico nelle forme di varicocele di grado maggiore (in genere ≥ IV grado) o recidive alla scleroembolizzazione.
Esistono diverse tecniche che prevedono la legatura della vena spermatica in una porzione più o meno prossimale.
Chiaramente le percentuali di successo sono maggiori quanto più alta viene effettuata la legatura della vena spermatica, perché più prossimalmente viene fatta rispetto al suo decorso, minore è il rischio che la legatura avvenga più in basso rispetto ad eventuali rami collaterali (che in genere si trovano nel decorso più distale della vena stessa).
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