Incurvamento Penieno


DEFINIZIONE EPIDEMIOLOGIA ED EZIOLOGIA

L’incurvamento penieno è la presenza di una deformazione della faccia dorsale, ventrale o laterale del pene che determina, oltre che inestetismo, difficoltà nella penetrazione vaginale, sia per la curvatura sia per una riduzione della rigidità della porzione del pene posta più distalmente rispetto alla curvatura stessa; inoltre, in alcuni casi, a tali disturbi si associa anche il dolore.
Può essere di tipo congenito o di tipo acquisito.
Nella forma congenita si tratta di un incurvamento penieno che si manifesta durante la pubertà, tipicamente attorno ai 14-16 anni.
Il pene in genere è più frequentemente diretto verso il basso o lateralmente e si associa ad una lunghezza tipicamente superiore alla media della popolazione maschile.
La forma acquisita, che si manifesta in età adulta, è nota con il nome di induratio penis plastica o malattia di La Peyronie.
La causa scatenante questa patologia è costituita dalla presenza di una placca calcifica a livello della tonaca albuginea, cioè del tessuto che è ad intimo contatto con i corpi cavernosi del pene, cioè le strutture spugnose che costituiscono il pene e che sono responsabili, riempiendosi di sangue, dell’erezione.
Tali calcificazioni determinano un deformazione dell’asta accompagnata o meno da dolore e comunque quasi sempre invalidante dal punto di vista sessuale.
La causa di tale patologia non è nota, si ipotizza che microtraumi che si verificano durante i rapporti sessuali o traumi di altra natura potrebbero essere alla base della loro formazione.
E’ una malattia che viene maggiormente rilevata nei soggetti di 50 o più anni, mentre è più rara nei giovani.


DIAGNOSI

La diagnosi si basa sia sull’esame obiettivo, che permette di riscontrare palpatoriamente la placca calcifica o sulla faccia dorsale, o su quella ventrale o su quella laterale del pene.
La conferma va comunque fatta tramite controllo ecografico e documentazione fotografica del paziente, al quale viene chiesto di raccogliere fotografie del pene in erezione ritratto dall’alto, da davanti e di lato, in modo tale da avere un’idea precisa dell’entità della curvatura e di misurare l’angolo costituito su tutti e tre gli assi dello spazio.
In alcuni casi se il paziente non riesce autonomamente o con l’aiuto della propria partner a raccogliere tale documentazione, ad esempio per imbarazzo o per incapacità di raggiungere o mantenere l’erezione, lo può fare l’andrologo previa esecuzione di iniezione intracavernosa di prostaglandine che inducono erezione.


TERAPIA

Per quanto riguarda la forma congenita, l’unica terapia è quella chirurgica, ma solo nelle forme più gravi ed invalidanti.
Nelle forme acquisite, invece, in alcuni casi alcuni pazienti non hanno necessità di fare alcun tipo di trattamento poichè questa patologia presenta una storia clinica tale per cui, una volta passata la fase acuta di dolore ed incurvamento massimo, si ha una fase di stabilizzazione in cui il pregresso incurvamento penieno migliora, consentendo al paziente di avere normalmente rapporti sessuali soddisfacenti.
Utili nella fase precoce, che dura alcuni mesi, sono i farmaci che riducono il dolore penieno e che limitano l’incurvamento (colchicina, pentossifillina, tamoxifene, paraminobenzoato di potassio).
Esiste anche, oltre ad una terapia medica, una terapia fisica attraverso elettroiontoforesi, la microiniezione di farmaci intraplacca, quali il Verapamil, o l’utilizzo di onde d’urto.
Tuttavia se tali terapie falliscono e l’incurvamento comporta la totale impossibilità di avere rapporti sessuali l’unica opzione possibile è la chirurgia di raddrizzamento del pene.
Tale chirurgia ha come limite il determinare un accorciamento del pene stesso fino ad 1 cm rispetto alle dimensioni originarie e la possibilità di recidive.
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